No Words

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UNA PRODUZIONE COLLETTIVO LYNUS



Spettacolo:

“Vorrei stare qui a non fare niente tutta la vita”, dice la tredicenne Anna, stravaccandosi sul divano della casa nuova. Il sofà si offende. Lui non è un divano da bivacco, è un divano da conversazione. Anna si scusa, ma il divano non vuole sentire ragioni e la punisce con una pena degna del contrappasso dantesco. Grazie alla forza attrattiva che notoriamente tutti i divani possiedono, terrà la ragazza vincolata a sé, finché non dimostrerà di avere qualcosa che la stimoli davvero.

IL VIAGGIO CHE RIABILITA ALLA VITA
L’incomunicabilità, l’isolamento adolescenziale e la difficoltà di manifestare i propri bisogni, impregnano NO WORDS sin dal titolo, partendo dalla formula dell’impedimento fisico e della disabilità verbale, fino ad arrivare ad una più universale ricerca di senso. Il viaggio della giovane Anna è una affannosa e viscerale ricerca degli strumenti per esprimersi.

UN CATTIVO “DIVANOSO” E DIFFICILE DA SCOVARE
Nel mondo di Anna, sembra difficile recuperare i motivi per cui combattere, impegnarsi o anche soltanto alzarsi la mattina. C’è un esercito di divani malvagi che non vede l’ora di farti oziare tra e sue grinfie.

Credits:
Regia di Marco Fragnelli
Drammaturgia di Sara Culzoni
Coreografia di Chiara Ameglio
Con Chiara Ameglio, Francesca Macci, Carmelo Crisafulli.